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SUMMARY:Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo
DESCRIPTION:23 ottobre alle ore 20,30\n\nCom’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo\ndi e con Jacopo FO\n\n\nSegue piccola cena a tema\n\n\nBiglietto unico € 40\nMagnifici77 € 30\nAssociazioni consorziate € 35*\n\n*Ande, Unione, Dimore Storiche, FAI, Friends of Naples, Rotary, Rotaract, Accademia della Cucina Napoli-Capri\n\n\n\n\n“Un giorno mio padre mi regalò l’unico consiglio sulla scrittura che mi abbia mai dato: mi disse che se mentre scrivi ti inchiodi e la storia non va più avanti, molto probabilmente hai preso una deviazione sbagliata. Allora devi tornare indietro fno all’ultimo passaggio che ti convince, ti appassiona, e da lì riprendere il racconto cercando un diverso sviluppo… Quando sono arrivato a scrivere gran parte di questo racconto mi sono inchiodato.”\n\n\nCosì inizia il racconto di Jacopo Fo che raccoglie in un libro, che poi si fa spettacolo, una serie di racconti e ricordi per cercare di rispondere alla domanda che in assoluto gli è stata fatta più volte nel corso della sua vita: Com’è esser fglio di Franca Rame e Dario Fo? Ma anche…Com’è crescere con due genitori così? Cosa ti hanno lasciato? Cosa hai imparato? Tutte curiosità ai cui cerchi di dare una risposta, quesiti che all’inizio di un’intervista sai già che ti verranno posti. Domande alle quali pensi sempre di avere la risposta pronta, ma mentre tu parti per rispondere con la solita tiritera ti succede che sempre nuovi ricordi ed emozioni ti riafforano alla mente. In questo racconto Jacopo Fo cerca di portarci un po’ nel suo mondo di guitti e attori girovaghi, di affabulatori, di scenograf e disegnatori di favole che hanno sempre delle salde fondamenta nella storia del nostro paese.\n\n\n\n“Quello che penso di poterti segnalare scrivendo questo racconto, è l’esistenza di alcuni meccanismi elementari che nella mia storia sono stati particolarmente importanti perché sono nato in una famiglia governata dagli estremi, da situazioni al limite della realtà, e ho visto cose che a non tutti capita di vedere. Quel che mi interessa raccontare è il punto di vista inusuale dal quale mi sono trovato a guardare. In effetti, in questo momento non ho esattamente la capacità di dare grandi consigli o di dire verità immense e universali. Scrivo per mettere in fla i fatti salienti e magari capirci qualche cosa, pensando contemporaneamente che una simile sflata di eventi possa servire a qualcun altro che magari possa arrivare a sintetizzare qualche idea sensata su cosa stiamo qui a fare, vivi, e cosa potremmo fare di utile o quantomeno di gradevole.”\n\n\nFranca, una santa. Per lei la gente aveva un particolare rispetto. Ed è proprio la parola adatta: “rispetto”. Quando è morta più di un compagno, ricordando una delle infnite imprese, mi ha detto: “Sai quando mi telefonava tua madre dovevo alzarmi in piedi”. Cioè a dire che doveva mettersi sull’attenti…\n\n\n\n\nNon che mia madre si comportasse come un generale e desse ordini. Chiedeva continuamente consigli e poi li ascoltava pure. Poi le persone adoravano realizzare quel che lei domandava… Al suo funerale c’erano migliaia di donne con la sciarpa rossa. Molte compagne quel giorno e negli anni successivi mi hanno preso da parte e mi hanno detto: “Solo grazie a tua madre ho trovato il coraggio di raccontare la violenza che ho subito anch’io”. Franca era un punto di riferimento, qualunque tempo facesse in cielo su di lei potevi contare. Mesi fa mi ha telefonato una donna: “Volevo dirti che devo ringraziare tua mamma perché mi ha risolto una situazione drammatica!” E io: “Grazie, ma Franca è morta ormai da anni…!” “Sì, ma lei mi ha aiutato pochi giorni fa! Ero disperata e ho detto: Franca aiutami tu! E lei mi ha detto cosa fare e ha funzionato!” Ascolto interdetto. Vuoi vedere che viene fuori un culto para religioso? Santa Franca delle cause impossibili!\n\n\nE’ il pubblico che fa lo spettacolo. Ogni tanto a teatro viene uno spettatore che ride in modo comico ed è straordinario perché trascina tutti. Ci sono quelli che hanno addirittura lo scoppio ritardato perché all’inizio della risata restano soffocati e quindi silenziosi, poi esplodono cercando di respirare e la gente che ha appena smesso di ridere riparte. A volte resti zitto per un minuto ad aspettare che le risate e le risate sulle risate, fniscano. Un piacere abissale! Questo piacere e l’emozione che questo mestiere ti dà permettono all’attore di realizzare imprese impossibili.\n\n\n\n\n\nL‘orario di apertura della Villa è alle ore 20.00, mentre gli spettacoli hanno inizio alle ore 20.30 (se non espressamente segnalato diversamente). I biglietti sono acquistabili anche presso CONCERTERIA (Via Michelangelo Schipa 15, 80122, Napoli – www.concerteria.it ( http://www.concerteria.it/ )). La prenotazione effettuata a prenotazioni@villadidonato.it ( mailto:prenotazioni@villadidonato.it ) si intende confermata solo con l’acquisto del biglietto.\n\n
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