| Dal 9 al 11 gennaio 2026, presenteremo una “messa in scena” prodotta da Villa di Donato: “Il mistero di Pasqua di Villa di Donato, tra Luca Giordano e l’arte performativa dei Tableaux Vivants“.
Un evento site-specific che percorre l’arte lungo tre secoli di storia: dal 1600 di Luca Giordano, attraverso l’arte presepiale testimoniata dal Mistero di Pasqua di Villa di Donato del ‘700 ed i Tableaux Vivant nei salotti del 1800.
Da un’idea di Patrizia de Mennato.
Tableaux Vivants Regia Dora De Maio
Ludovica Rambelli Teatro
Con:
Elena Fattorusso
Rocco Giordano
Maria Giovanna La Greca
Fiorenzo Madonna
Antonio Stoccuto
Angela Tamburrino
Introduce Rossana Di Poce storica dell’arte e curatrice de “La collezione dimenticata. Il presepe dei Baroni di Donato di Sant’Eframo Vecchio”. ed. Rogiosi, 2024, di Rossana di Poce Postfazione di Patrizia de Mennato.
Con il contributo della Regione Campania.
Ingresso nei giorni 9/10/11 gennaio 2026, orari di visita 18.30 / 20 / 21 in gruppi di massimo 30 persone.
Scegliete la vostra data e l’orario che preferite e comunicatelo a:
prenotazioni@villadidonato.it
Mena vi darà conferma.
Costo del biglietto:
Intero: €20
Ridotto: €10 per Associati* – Artisti – Under35
Magnifici77: gratuito
*(ANDE/ADSI/Unione/Rotary/Rotaract/ Friends Of Naples/ FAI/Accademia della cucina)
Per saperne di più:
L’immagine della deposizione del Cristo da immagine statica a “in movimento” trova nel rapporto da Luca Giordano (1600), attraverso il Mistero di Pasqua di Villa di Donato (1700) e i Tableaux Vivents (1800) la possibilità di narrare Napoli nel suo percorso di innovazione nei secoli.
Attraverso gli effetti tableaux-vivants, racconteremo l’ultimo Presepe di Pasqua: lungo l’evoluzione dell’immagine, del suo modo narrativo, nella valorizzazione del dramma sacro che Luca Giordano riuscì a tradurre dal Barocco al Rococò.
Le grandi tappe:
L’iconografia della deposizione del Cristo di Luca Giordano presenti a Napoli e nel mondo.
La maturità e il successo di Luca Giordano arrivano dopo la commissione di Palazzo Medici-Ricciardi a Firenze (a partire dal 1782). Nella Glorificazione della dinastia medicea e le Vicende della vita umana, Giordano sperimenta una narrazione continua fluida, con scene collegate tra loro: ariosità e luminosità saranno la sua cifra, in una soluzione irreale di sogno e colori. Dopo il trasferimento a Madrid, con il ciclo dell’Escorial e l’impresa della Certosa di S. Martino, la sua cifra stilistica lascia il Barocco per aprirsi al nuovo Rococò: ancora narrazione e immagini concatenate. Per rimanere nel solo ambito napoletano la pittura e maniera giordanesca che innova e inaugura il gusto del Settecento, influenzò schiere di pittori meridionali: Andrea Malinconico, Giacomo Farelli, Francesco Solimena (il suo primo allievo) e poi Giaquinto, De Po’, De Mura, Conca, Bardellino.
Il Presepe a Personaggi o Mistero di Pasqua presente in Villa di Donato.
Nella sua scuola si nasconde l’autore della pittura che è la base di riferimento del Presepe a Personaggi o Mistero presente in Villa di Donato. È Luca Giordano ad aggiornare l’allegoria, l’immagine europea in movimento per raccontare il tempo delle cose e degli avvenimenti.
Attraverso il peculiare uso dell’immagine all’interno del Presepe di Pasqua, o Presepe a Personaggi o ancora Mistero, tradizione che scompare a Napoli nel corso del primo Settecento, ravvisiamo l’ultima narrazione sperimentale che nel fermo immagine racchiude l’allegoria della Resurrezione.
I Tableaux Vivants in Villa di Donato.
Attraverso i Tableaux Vivants che conosceranno nell’Ottocento un successo peculiare a Napoli grazie a Lady Hamilton, troviamo il modo di riproporre il dramma sacro della Morte del Presepe di Pasqua, e la sua unicità narrativa ricomponendo in carne e ossa il dramma sacro.
Come un film che si svolge al contrario nei secoli e nei modi narrativi, riferendoci al primo presepe di Greccio nel 1223 -quello di San Francesco che utilizzando persone e animali era a tutti gli effetti un tableau-vivant, racconteremo l’ultimo presepe di Pasqua di Napoli: nel mezzo l’evoluzione dell’immagine, del suo modo narrativo, nella valorizzazione del dramma sacro che Luca Giordano riuscì a tradurre dal Barocco al Rococò. |